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un blog di Marina Berardi

31. October 2010 20:39
by marina berardi
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Antipastino di ricottina e dadolata di zucca piccante

31. October 2010 20:39 by marina berardi | 0 Comments
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Jack O’Lantern è ancora in cerca del suo antipasto per la sua romantica serata di Halloween prima di andare a spaventare in giro grandi e bambini.
Per l’antipastino di ricottina e dadolata di zucca piccante sono necessari:

Ricottine di pecora freschissime
Zucca gialla (200 grammi)
Mezzo scalogno
Peperoncino rosso fresco
Paprica dolce in polvere
Olio d’oliva
Sale marino

Iniziamo tritando finemente lo scalogno, per avere quel pizzico di profumo in più e lo facciamo dorare in una padella antiaderente per qualche minuto. Nel frattempo prepariamo la zucca gialla tagliandola a dadini regolari di circa un centimetro di lato. Quando lo scalogno sarà dorato aggiungiamo la dadolata e cuociamo a fuoco vivo facendo saltare in padella. Meglio evitare per quanto possibile, di utilizzare cucchiai o altri attrezzi per rimestare, altrimenti anzichè una dadolata rischiamo di fare una crema.

A metà cottura aggiungiamo un pizzico di sale marino e le rondelle (tagliate molto fine) di peperoncino, per insaporire il tutto. Per un gusto meno piccante possiamo aggiungere le rondelle di peperoncino solo all'ultimo, così chi dei due ama meno il picccante potrà lasciarlo da parte.

Spegniamo la fiamma ed aspettiamo qualche minuto, non appena tiepide, le serviamo accompagnate con una ricottina fresca di pecora. Nel piatto da portata si può guarnire con una spolverata di paprica in polvere.

Per un brindisi benaugurale, un buon prosecco è perfetto. Buon Halloween!

Dimenticavo, questa ricetta partecipa al contest “Geek O’Lantern” delle Girl Geek di Roma!

1. October 2010 06:34
by marina berardi
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Grazie Cortés

1. October 2010 06:34 by marina berardi | 0 Comments
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Se mi chiedessero tre cose alle quali non potrei mai rinunciare nella vita, una sarebbe certamente il cioccolato, le altre?  Forse preferirei non dirle...

Ma al cioccolato mi è assolutamente impossibile rinunciare, in ogni sua forma, da quello fondente, purissimo, molto amaro, “da degustazione”, a quello più morbido e rotondo in tazza o del cioccolatino al latte.

Per anni ho continuato ad ignorare tutti gli avvertimenti sul cioccolato dall’”Attenta che ingrassi”,  all’“Occhio ai brufoli” , al “ Guarda che ti viene mal di pancia” o peggio ancora “Guarda che ti viene la pancia” (il mal di pancia passa... la pancia resta, e tra i due è difficile scegliere)  e così via.

Ho sperimentato ed assaggiato tutta la cioccolata che mi è passata davanti, probabilmente affinando il gusto con il tempo. Negli anni ho assaggiato cioccolata buona, buonissima così così ed anche assolutamente mediocre. Da appassionata ho sofferto la decisione comunitaria di permettere l’utilizzo di altri oli nella fabbricazione del cioccolato,  a discapito del burro di cacao, ho notato a partire da questa decisione comunitaria, un mutamento nella “disponibilità “ di cioccolato.

La prima cosa che si nota è che il cioccolato è ovunque, nei corridoi dei supermercati quello che fino a qualche tempo fa era un ripiano forse due è diventato uno scaffale intero,  al bar se prendi un caffè ti aggiungono un cioccolatino, la cioccolata la trovi anche dal tabaccaio,  praticamente ovunque.

La cioccolata è di moda, lo è dall’ottocento con alterne fortune, da privilegio per pochi ad alimento per molti ed ora forse privilegio per tanti.. Così come la moda, la cioccolata è  da un lato pervasiva, massificante dall’altro è come l’alta moda, per pochi fortunati eletti. Ma a differenza dell’alta moda che può essere difficilmente abbordabile, la cioccolata può essere alla portata di tutti.

In ultima analisi è sempre una questione di scelte, è meglio una tavoletta da 100 gr così così o una da 25 gr assolutamente divina, dove il piacere inizia dagli occhi ancor prima che dal palato? La via dell’eccellenza è prima di tutto una scelta di vita.

L’eccellenza del cioccolato è il frutto di un sapere antico, che nasce nel regno maya nel 600 dC e viene portato in Europa dai “Conquistadores de India” A Cortés si devono le prime coltivazioni per l’esportazione. Dalla Spagna alla fine del secolo successivo si diffonde prima in Francia e poi nel resto dell’Europa, l’introduzione delle macchine a vapore per la lavorazione dei semi è della fine del 1700, ma è solo verso la fine del 1800 che prende il via la cioccolata moderna.

Grazie Cortés!